Non accettarmi come sono
Contributo delle corsiste
Buongiorno a tutte!
Ieri sera sono stata alla conferenza della dott.ssa Vacca che forse alcune di voi già conoscono. Lei è ricercatrice presso il CNR di Bari e dopo aver avuto un bambino con la trisomia 21 si è concentrata sullo studio delle cellule trisomiche.
Il suo obiettivo, inizialmente, era quello di capire se fosse possibile bloccare l’espressione del cromosoma in più, che crea una deregolazione su altri circa 300 geni. Ciò è possibile in vitro, ma non nell’uomo.
Allora si è concentrata sul capire che cosa fosse disfunzionale nelle cellule con un cromosoma 21 in eccesso. La trisomia 21 va ad alterare geni che regolano il funzionamento dei mitocondri (che sono diciamo il “motore” della cellula), che quindi producono meno energia e aumentano lo stress ossidativo.
Prima di occuparsi di trisomia 21 lei faceva ricerca sulle piante, su come si adattassero a cambiamenti climatici importanti, e studiava in particolare i POLIFENOLI, composti prodotti dalle piante in situazioni di stress.
Mettendo insieme i suoi studi ha scoperto che i polifenoli agiscono su molte alterazioni presenti nella trisomia 21, modulando la overespressione di geni e proteggendo dal danno ossidativo.
Ha parlato principalmente di 3 molecole:
EPIGALLOCATECHINA-TRI-GALLATO
RESVERATROLO
POLIDATINA
Gli studi però non sono ancora completi, sono carenti di informazioni e sperimentazioni sufficienti per garantire una somministrazione di queste sostanze in modo sicuro.
Queste molecole hanno una scarsa biodisponibilità a causa di uno scarso assorbimento a livello intestinale, il che significa che per raggiungere dosaggi “terapeutici” c’è bisogno di assumere elevate dosi della molecola, il che può creare squilibri a livello intestinale; non sono solubili in soluzione acquosa quindi sono difficilmente somministrabili ai bambini; vanno eseguiti esami ematochimici seriati per controllare che non si alterino i parametri di funzionalità di determinati organi (soprattutto fegato e rene)…
Detto ciò io e A. abbiamo discusso sulla reale utilità di questi incontri.
Ok la divulgazione scientifica, l’aggiornare le famiglie sui progressi della ricerca ma…
Il nostro dubbio è stato: così facendo non si rischia di indurre le persone ad un’autogestione che può essere pericolosa?
A tal proposito rispondo subito di sì, vista la testimonianza di una mamma intervenuta alla conferenza che ha detto che lei sono 5 anni che dà questi integratori a suo figlio senza supervisione medica.
Buon pomeriggio a tutte. Trovo molto interessante lo spunto di G. sulla reale utilità di questi incontri.
Mi chiedo anche quanto sottile sia la linea che divide il “do tutte le possibilità a mio figlio affinché possa esprimere tutto il suo potenziale” dal “voglio CURARE mio figlio”.
A volte credo che si rischi di diventare accanimento.
Questi studi citati sono molto interessanti e visto che non c’è ancora la possibilità che si possano testare, sicuramente dà la possibilità di riflettere sulla potenza di alcuni composti che si trovano in alimenti e sul discorso generale dello stress ossidativo.
Mi viene anche da fare una domanda ..capendo il danno dovuto allo stress ossidativo, quanto pesa pensare a un programma che coinvolga lo stile di vita in toto rispetto al semplice prendere una pillolina?


