Consapevolezza meta-fonologica

Lavoro sulle vocali

Ciao mamme, oggi propongo in questa chat il lavoro di accostamento di vocali che sto facendo con Francesco.

Parto dalle vocali perché sono stabili sia come grafema che fonema, e stiamo giocando sui suoni che nascono dalla loro unione. Usiamo i suoni onomatopeici tipo del cavallo IIII, del lupo UUU, il maiale IOOOO, delle emozioni AI…
Ascoltiamo, riflettiamo come il suono è prolungato e come servono più vocali di seguito
Oppure ci facciamo male e diciamo AI , mantenendo lunga la A.
Per questo lavoro propongo attività di movimento: ci muoviamo facendo l’ ululati UUUU o il cavallo che nitrisce IIIII oppure la A corre verso la I per formare AI

Questo lavoro lo ripropongo in casa, più a tavolino, con l’uso di alcune foto per attivare la sua attenzione al compito e per ricordargli come abbiamo raggiunto quei suoni, quell’ obbiettivo, per aiutarlo a mantenere in memoria, a comprendere.

Mi rendo conto che scrivendo appare lungo come lavoro, ma in realtà se lo hai chiaro in testa, con materiali pronti, si svolge con fluidità e va diluito sicuramente i diversi momenti

Aspetti di successo: consapevolezza

Buongiorno a tutte, vi raggiungo con queste parole sentire da Rachele nel mio primo workshop con lei :
i bambini possono realizzare le loro attività con successo se sono educati a controllare l’efficacia del problema, le azioni messe in atto e verificare le conoscenze circa l’esatta esecuzione del compito. Ho sempre trovato questo atteggiamento metacognitivo più che mai utile sia quando è a carico nostro sia quando è in sostegno del nostro bimbo. Lo sto applicando in metafonologia, un passaggio ardito per Francesco visto che ha un’ipoacusia e a livello fonoarticolatorio ha degli schemi motori duri da scardinare.
Ho visto che ragionare anche sui suoni, sulla loro produzione e su ciò che arriva in ascolto e quanto mai importante per motivare Francesco.

Riflettiamo sulla lunghezza delle parole, a livello uditivo ha lo scopo di aiutare Francesco a staccarsi dal significato e porre di più l’attenzione alla struttura, all’effetto sonoro. Come lavoro ho preso spunto da un libro, sono partita dalle immagini di parole che Francesco pronuncia correttamente, e le abbiamo tagliate segmentandole in sillabe( senza però mettere le lettere, solo immagini)
Prima di tagliare abbiamo ragionato molto sulla lunghezza delle parole battendo le mani, vedendo tramite le immagini che alcune parole erano più lunghe di altre. Da qui si può continuare pronunciano, sillabando, i nomi delle immagini distribuite sul tavolo e far riconoscere al bimbo quale immagine viene sillabata.
Allena la discriminazione uditiva che richiama e sostiene la fusione delle lettere in sillabe e in parole. Un mezzo che usiamo, oltre allo specchio, è la registrazione della voce mentre pronuncia le parole.
La registrazione la usiamo sia per riascoltare la correttezza del suono in uscita sia per ragionare su ciò di cui ho parlato prima.

Siamo partiti da queste immagini con le quali ci eravamo allenati a sentire le vocali iniziali e in ascolto della lunghezza

Questi disegni li abbiamo ritagliati in sillabe sempre ragionando sulla lunghezza della parola e ponendo la testa degli animali a sn in modalità corretta per la lettura

Contributo di risposta di Rachele

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