Quinto ARTICOLO DELLA RUBRICA
MARTA FAVARO – NEUROPSICOMOTRICISTA DELL’ETÀ EVOLUTIVA, MAMMA.

RACHELE NICOLUCCI – INSEGNANTE DI lettere, mediatrice feuerstein, mamma

Considerando i bambini nel primo anno di vita, possiamo sicuramente immaginare quanto il corpo sia importante per qualsiasi tipo di informazione, sia esterna che interna ad esso e come questo strumento contenga contemporaneamente tutti gli aspetti della vita del bambino: fisiologici, emotivi, affettivi, relazionali, psicologici, percettivi, motori…  insomma, in questi primi mesi sembra difficile poter separare questi aspetti tra loro ed intuitivo quanto il corpo e l’esperienza attraverso esso, possa avere contemporaneamente ricadute su ognuno di questi punti di vista dello sviluppo e del bambino stesso. 

Quindi i momenti della giornata vissuti nella libertà di movimento e nella possibilità di fare esperienza del proprio corpo e dell’ambiente, sono per il bambino opportunità di apprendimento, sin dai primissimi momenti di vita. Sì, perché uno dei bisogni primari del bambino è proprio il movimento.

La possibilità che noi genitori diamo al bambino sin dai primi momenti di vita, di fare esperienza del proprio corpo e delle proprie possibilità di movimento, genera nel bambino la scoperta di tutto ciò che il movimento stesso gli porta agendo in modo spontaneo, ed un ingrediente fondamentale del processo di apprendimento: IL PIACERE

Far compiere le azioni in prima persona significa mirare ad un vissuto che conservi in sé stesso una dimensione spontanea, dove l’obiettivo del bambino sia una ricerca del piacere del corpo in relazione agli oggetti, allo spazio, all’altro. Ciò coinvolge meccanismi emotivi, affettivi, cognitivi, percettivi, relazionali, motori che sono in divenire, come l’esperienza stessa e avvengono attraverso IL CORPO.

È una frase datata ma ancora per me bellissima quella che si trova nel libro scritto a due mani nel 1978 “La simbologia del movimento” (Lapierre – Aucouturier) che recita: “NULLA PUO’ ESSERE INTEGRATO REALMENTE DALL’ESSERE SE NON PASSA DAPPRIMA ATTRAVERSO LA SUA ORGANIZZAZIONE TONICO-EMOZIONALE”

In tutto il primo anno di vita, l’attività spontanea del bambino è guidata dalla ricerca del piacere, che porta al ripetere le esperienze piacevoli all’infinito verso le scoperte e il corpo in relazione ad esse. Le tensioni toniche ed emotive che accompagnano queste scoperte, la loro ripetizione, permettono alle esperienze di essere memorizzate e quindi A_PRESE.

Il corpo è quello “spazio di contrattazione” che lo rende “mediatore della conoscenza” che regolerà il proprio agire in base alla realtà stessa, sia esterna che interna.

Offriamo ai bambini sin dai primi momenti di vita, occasioni di “libertà del corpo”, spazio per il movimento spontaneo, la nostra partecipazione come compagnia e stimolo (non come aiuto che aiuta, ma come aiuto a far da sé) e vedremo quanta ricchezza di esperienze, conoscenze e competenze avranno sviluppato dopo soli 12 mesi!

Dott.ssa Marta Favaro


Samuele ha raggiunto la conquista del gattonamento e del cammino autonomo dopo il primo anno di Vita. Quindi per i suoi primi14/15 mesi di vita, finché non ha iniziato cioè a spostarsi gattonando, le sue esperienze di apprendimento dipendevano molto di più dalle proposte ricevute.

Abbiamo tentato di trasformare questa condizione di svantaggio, rispetto a un coetaneo che intanto magari stava imparando a camminare in completa autonomia, mettendo in risalto alcune risorse che l’ambiente (inteso non solo come struttura architettonica) gli poteva offrire.

Così, in questo senso, noi genitori abbiamo tentato di adeguare il nostro ambiente domestico, rendendolo:

  1. sia uno spazio che Samuele stesso, per quanto piccolo e da noi per lo più ancora dipendente, potesse vivere in prima persona;
  2. sia ambiente modificante, cioè stimolo che potesse sollecitare lo sviluppo naturale naturale del piccolo.

Se dunque l’ambito dell’apprendimento motorio, dell’apprendimento cioè esperienziato tramite il corpo che si muove, è stato l’aspetto su cui Samuele ha avuto bisogno di più tempo, fintanto che si procedeva nel lavoro di adeguata stimolazione neuromotoria, abbiamo curato, anche e soprattutto in ambito domestico, altri aspetti che avrebbero potuto rappresentare buone occasioni di apprendimento tramite il corpo.

Il corpo che percepisce gli stimoli sensoriali. Il corpo che vive emozioni. Il corpo che vive una relazione affettiva con gli adulti di riferimento. Il corpo che si conosce e riconosce la propria psiche.

Tra le tante esperienze corporee proposte, ce ne è una che ha sempre suscitato molto entusiasmo e interesse sia in Samuele che in suo fratello minore Gabriele: sperimentare i colori attraverso il corpo.

Di questo tipo di esperienze ho già raccontato in un altro articolo (La cucina degli Scarabocchi) in cui i rifletterci puntavano l’attenzione sullo sviluppo della grafomotricità.

Oggi, invece, richiamiamo questo stesso tipo di attività per mettere in evidenza l’importanza del lasciare ai bambini la possibilità di sperimentare con il proprio corpo, e quindi con la propria mente, dei fatti, delle realtà non ancora esplorate, o non ancora abbastanza conosciute.
L’importanza perciò di proporre esperienze che, insomma, abbiano ancora qualcosa da dire al bambino, qualcosa da stimolare in lui.

Gabriele all’opera.

Esperienze di esplorazione corporea del colore non solo piacciono molto generalmente ma anche stimolano facilmente più livelli di conoscenza.



Come le ho proposte?
Inizialmente e per un lungo periodo: per terra. Su un grande foglio di carta da pacchi/cerata, sopra il quale supporto attaccavo uno (o più) A3 o cartelloni. Il bambino deve percepire di avere spazio a disposizione, di potersi muovere liberamente. E allo stesso tempo che uscire da certi confini può avere un effetto, anche artistico, differente.
A disposizione, dentro delle ciotole/piatti/contenitori alcuni colori scelti a piacere mio o indicati dal bambino stesso. O solamente i primari. Oppure primari più il bianco e il nero.

Esperienze che ho proposte dal momento in cui i bambini hanno conquistato un minimo di autonomia di movimento, quindi magari avendo la capacità di mettersi seduti da soli o di gattonare. Certo, si possono proporre comunque anche prima o in altre condizioni, preparando un buon setting di lavoro adeguato alle possibilità del bambino.

L’intento principale, per me, è sempre stato quello di proporre esperienze piacevoli, tramite cui cioè suscitare il piacere e l’interesse del bambino, lasciato libero di muoversi in modo naturale e spontaneo per percepire se stesso in azione e che le proprie azioni hanno un impatto/lasciano un segno preciso. Segno grafico in questa esperienza artistica, ma “segno” di altro genere quando permettiamo al bambino di misurarsi con se stesso in altri contesti (e anche di questo parliamo durante il secondo incontro del Percorso “S.O.S. 21”).


Solo successivamente, crescendo i piccoli, è emersa la mia volontà di permettere al bambino esplorazioni mentali e corporee legate alla grafomotricità e alla conoscenza esperienziale dei colori e della loro combinazione.

C’è altresì da considerare che questo tipo di attività stimola i bambini che non gattonano ancora a muoversi per raggiungere un materiale da provare, incitando il movimento di mani e piedini su uno spazio rumoroso e colorato diversamente dal solito; così come stimola la conoscenza fisica e percettiva del proprio corpo, che può essere usato non solo per lasciare un segno sull’ambiente (foglio) ma anche per essere tracciato e colorato esso stesso!
Per Samuele è sempre stato un divertimento unico colorare il proprio corpo, attraverso l’uso delle sue stesse mani o delle mie, oppure utilizzando spugne, pezze, pennelli, timbri, ecc.. La stagione calda o un ambiente ben riscaldato permettono di vivere queste esperienze senza indumenti, a contatto diretto pelle-colore, facendo scivolare, sopra il colore steso su un telo di plastica per esempio, diverse parti del proprio corpo, lasciando le impronte delle manine, piedini, braccio, ginocchio, ecc ecc.. mescolando i colori con le dita, con le mani, mani che si intrecciano e che sperimentano una danza di movimenti e combinazioni di colore e gestualità.

Infine, esperienze di questo genere, in altre occasioni, diventano anche l’opportunità per nominare le parti del corpo, per fare conoscenza in modo significativo del proprio corpo e per ampliare o potenziare, per esempio, il bagaglio lessicale del bambino.

Esperienze del corpo libero di muoversi.

Il movimento del corpo che produce esperienza.

Il piacere di sperimentare e pensare.

La mente che apprende attraverso il corpo che fa esperienza con piacere.

Rachele Nicolucci


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Mi occupo di apprendimento e di metacognizione, promuovo la libertà intelletuale di chi vuole essere agevolatori di aiuto per migliorare realmente il modo in cui istruiamo e formiamo i nostri figli.

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