I Bambini con sindrome di Down possono imparare matematica?

Affrontiamo un nuovo argomento: parliamo di matematica!
Decido di chiudere questo mese di febbraio, dedicandoci a un nuovo argomento: nuovo per lo meno per noi di Sindrome da Apprendimento, dato che la matematica fino a questo momento qua non era ancora entrata nel nostro Blog né mai stata oggetto di informazione o formazione delle mie proposte.
Ho deciso che ora è arrivato il momento di dedicarci anche a questo argomento “spinoso”: matematica e sindrome di Down.
Eh sì, spinoso perché la matematica, generalmente, fa faticare molti studenti e non sempre è un ambito di studio amato… o forse dovremmo dire ben presentato e valorizzato.
Dunque noi siamo qua a chiederci: un Bimbo con sindrome di Down può imparare matematica? Perché dovrebbe imparare matematica? Cosa possiamo aspettarci e cosa possiamo offrirgli?
Matematica e sindrome di Down
Partiamo da due punti essenziali:
- Sappiamo che il livello cognitivo delle persone con sindrome di Down varia molto da persona a persona. Questo è quello che viene chiamato elevata variabilità interna della sindrome: il modo in cui il tuo Bimbo si svilupperà, quello in cui crescerà e quanto apprenderà non è possibile predirlo, a priori. Nessuno può dirti esattamente cosa potrà o non potrà imparare. Quindi non possiamo permetterci di immaginare che ogni Bimbo debba avere un percorso di apprendimento e sviluppo uguale a un altro con la stessa sindrome, né possiamo ritenere che il nostro agire di cura possa limitarsi a fotocopiare materiali usati per altri studenti e a riproporre, in modo identico (e quindi s-personalizzato) anche se semplificate, attività pensate per altri studenti. I Bambini tutti, e soprattutto i Bambini più fragili cognitivamente, vanno accompagnati in modo personalizzato e intelligente: se vuoi aiutare un Bimbo con sindrome di Down a imparare, devi prima di tutto conoscerlo, ideare un percorso di apprendimento adeguato e completo (giocato su tutte le dimensioni di sviluppo), definire tanto il punto di partenza quanto gli obiettivi di apprendimento e di crescita, saper lavorare in modo sinergico con tutta la sua rete di sostegno; e se vuoi aiutarlo a imparare matematica devi conoscere i processi di apprendimento di matematica.
- Bird e Buckley (2001) ci dicono che il livello che i Bambini con sindrome di Down raggiungono nel contare è, generalmente, più basso rispetto a livello di alfabetizzazione nella lingua madre, e che questo accade anche quando ricevono una istruzione adeguata. Teniamo conto allora che, nonostante i cuccioli di uomo nascano con il “number sense” (dicono alcune teorie), ovvero la capacità, presente fin dalla nascita, di cogliere e discriminare la numerosità (in assenza di insegnamento formale), per i Bambini con sindrome di Down l’argomento matematico resta comunque molto spinoso: troppo spesso non risultano pienamente acquisiti tutti gli apprendimenti previsti negli anni della scuola dell’infanzia, prerequisiti fondamentali per il percorso di apprendimento alla primaria. Causa di questo anche una serie di equivoci dovuti al fatto che molti insegnanti corrono troppo velocemente (inseguendo un programma, invece che costruendo competenze) e non sostengono in modo corretto e completo il processo di acquisizione delle sotto abilità del conteggio. Ad esempio: che un Bambino conosca la “filastrocca dei numeri” non significa necessariamente che abbia maturato la cardinalità degli stessi… Quindi ci sarebbe da chiedersi sempre: quanto i risultati raccolti da un Bimbo con sdD dipendono effettivamente dall’organizzazione e funzionamento intellettivo e quanto dalle opportunità offerte dall’ambiente?
Serve a qualcosa la matematica?
Ora, al netto del fatto che quindi per un Bambino con sindrome di Down non sarà una “passeggiata” acquisire competenze in ambito matematico e che sarà richiesta competenza e pazienza a te, chiediamoci: ma ne vale la pena?
Serve a qualcosa chiedergli tutto questo sforzo, impegno e rischio di insuccesso, per imparare le basi della matematica?
La mia personale risposta, sostenuta da diversi studiosi e ricerche, è sì!
Sì, assolutamente sì! Aiutare un Bimbo con trisomia 21 a manipolare la realtà matematicamente parlando è necessario per il suo futuro.
Con la matematica si diventa grandi, autonomi e più pienamente sé stessi: inoltre, la matematica allena la logica, il pensiero logico, ma anche il pensiero critico, la creatività, il linguaggio verbale, migliora la nostra disponibilità al cambiamento (fondamentale espressione di plasticità in condizione di disabilità intellettiva), potenzia la triade cognitiva di base (percezione, memoria, attenzione), sostiene le funzioni esecutive, può potenziare capacità metacognitive e aumenta la possibilità che il soggetto ha di adattarsi al mondo.
Apprendere abilità di base nel far di conto e manipolare grandezze e quantità è necessario per potenziare l’intelletto del tuo Bambino oggi e per giocarsi la possibilità di una sua vita adulta più autonoma e autodeterminata.
Tanta roba! Ti pare allora il caso di trascurare la matematica o di non includerla nei percorsi di apprendimento indivudale dello studente più fragile intellettivamente?
Nessuno, ancora una volta, potrà assicurarti nulla né tanto meno la qualità dei “frutti” che il tuo Bimbo coglierà. Anzi mi sento di dirti, anche sulla base della nostra esperienza personale (che resta in ogni caso solo la nostra esperienza) che sarà difficile, forse difficilissimo; sarà un percorso molto lento e graduale che per essere vissuto pienamente richiede all’Adulto conoscenze e competenze. Ma caspita se ne vale la pena!!! Accipicchia un giorno vedrai il tuo Bambino armeggiare addizioni e sottrazioni a mente! “Semplici” operazioni magari, però a mente e sarà in grado di vivere la sua quotidianità in modo più autonomo!
Ma quante volte la Scuola semplifica troppo, offendendo l’intelligenza e potenziali dei nostri Bambini, e quante volte riduce e blocca tutto alla concretezza del fare escludendo la possibilità di un lavoro astratto e più raffinato?
Come facciamo a immaginare i nostri figli adulti, domani, ma non in grado di pesare i legumi da cuocere, non in grado di seguire una ricetta, o di acquistare cibo, di modulare l’intensità del fuoco di cottura, di usare la moneta e pagare, non in grado di scegliere a che ora uscire di casa per andare a prendere il bus, capire quanto tempo di lavoro resta ancora prima di poter chiudere il pc o quanti giorni mancano al viaggio tanto atteso?
Ecco perché insisto sempre sulla necessità di una scuola inclusiva che sappia puntare all’apprendimento dei Bambini cognitivamente svantaggiati: non abbiamo bisogno di una scuola che pensi l’inclusione come l’occasione per socializzare e far stare i Bambini con disabilità insieme agli altri! Certo, è importante anche questa dimensione ma la Scuola, quella che mi piace, è chiamata a fare la Scuola: a istruire ogni cittadino le venga affidato!
E allora, cara Scuola, sii pienamente inclusiva e restituisci dignità a ogni intelletto: crea percorsi di apprendimento per tutti e di ciascuno, crea opportunità reali e adeguate perché anche un Bimbo con sindrome di Down impari la matematica!
“La scuola realizza appieno la propria funzione pubblica impegnandosi, in questa prospettiva, per il successo scolastico di tutti gli studenti, con una particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio. […] In entrambi i casi con la finalità sancita dalla nostra Costituzione di garantire e di promuovere la dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti ‘senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’ e impegnandosi a rimuovere gli ostacoli di qualsiasi natura che possano impedire ‘il pieno sviluppo della persona umana'”.
Indicazioni Nazionali per il curricolo, premesse.
Come insegnare matematica a un Bimbo con sindrome di Down?
Non può esistere una ricetta e un protocollo applicabile a tutti i Bambini trisomici ché, pur condividendo una condizione genetica di base che può, certo, comportare delle affinità in termini di organizzazione e funzionamento intellettivo, sono individui con attitudini differenti, ambiti di interesse e curiosità diversi, cresciuti in contesti educativi e relazioni differenti, tempi di apprendimento e stili cognitivi diversi, studenti tutti per i quali la dimensione emotiva e motivazionale è imprescindibile (ma per quale studente non lo sarebbe?).
Tuttavia è anche vero che, conoscendo le tappe che caratterizzano un percorso “tipico” di apprendimento matematica e sapendo quali sono comunemente sia i passaggi più difficili che quali gli ambiti di fragilità intellettiva che il +21 comporta, possiamo individuare una serie di attività, giochi, strumenti e esercizi da proporre fin dai primissimi anni di vita e da sollecitare a scuola così come a casa. Ecco perché ho organizzato una nuova occasione formativa, Apprendimento matematica, tramite cui potrò aiutarti a comprendere come sostenere lo sviluppo di abilità matematiche attraverso giochi, attività strutturate e esercizi didattici.
Il mio nuovo corso video registrato, “Apprendimento matematica”, è un corso, della durata di tre ore e mezza, per genitori, educatori, docenti che vogliono comprendere come sostenere l’apprendimento di matematica del proprio Bimbo più fragile cognitivamente. ricevendo spunti operativi di giochi, strategie, esercizi, attività e attenzioni di cura; il corso è arricchito da un eBook operativo di cui puoi richiedere anche un’anteprima gratuita…



Vuoi capire se “Apprendimento Matematica” fa per te?
Cosa aspettarsi da Apprendimento matematica?
- Esercizi pratici e attività a cui ispirarsi: vedremo insieme una carrellata di spunti, esercizi, giochi e attività utili per sostenere le tappe di apprendimento tipiche dello sviluppo della competenza matematica, a casa così come a scuola.
- La comprensione di abilità e prerequisiti necessari per sviluppare abilità matematiche attese dalla scuola primaria.
- Il percorso di sviluppo di abilità matematiche dalla nascita fino alla moltiplicazione e primi accenni alla divisione.
- Una ricca dispensa con i principali aspetti di teoria e esercizi/attività che potrai riproporre personalizzandoli.
- La possibilità di fare rete con altre figure di cura.
- La registrazione della formazione, sempre accessibile.
- Bibliografia, approfondimenti, e link a materiali utili.
La formazione ha un taglio pratico e vuole darti strumenti spendibili fin da subito nella tua quotidianità: ci focalizziamo attorno alla presentazione di strumenti e attività utili a sostenere le principali tappe dell’apprendere in ambito logico-matematico e dei primi passi utili per enumerare, contare, fare geometria, fare addizioni, sottrazioni e avviare le moltiplicazioni.
Il webinar è interattivo: se quindi partecipi live avrai la possibilità di porre domande rispetto il tuo Bambino e di ricevere sostegno in modo personalizzato.
Se, invece, non ti sarà possibile partecipare live, va bene lo stesso: registrandoti potrai accedere in modo asincrono tramite la registrazione al corso e a tutti i materiali che darò (indicazioni, dispensa, link, ecc).
Per qualsiasi domanda o richiesta non esitare a contattarmi!
Ricorda: l’intelligenza si allena; il vero limite non è la condizione di disabilità ma come tu lo percepisci e vivi!

Rachele Nicolucci: qualcosa su di me.
Mi occupo di apprendimento, dei processi cognitivi dell’apprendere e di metacognizione, a servizio soprattutto di Genitori e Docenti di un Bimbo che non si basta da solo cognitivamente.
Lo faccio in ottica neuropedagogica, metacognitiva e della pedagogia della mediazione del dott. Feuerstein.
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Perché i bambini sono ciò che li aiutiamo a diventare.
– Prof.ssa Daniela Lucangeli
Con cura,
Rachele Nicolucci
Formatrice, docente, mamma caregiver e sibling
Ideatrice di Sindrome d’Apprendimento
Insieme per un futuro migliore, un giorno alla volta.






